Gestione della sicurezza nei sistemi sociotecnici

Resilienza, incidenti e complessità nella sicurezza industriale

 

 

 

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Da settembre in libreria

 

Dall’introduzione:

Il tema principale di questo libro è l’affidabilità dei sistemi sociotecnici, che per definizione richiede una visione interdisciplinare.

Molte cose non hanno trovato spazio in questo scritto, nonostante la loro pertinenza al tema. (…)

Il volume è diviso concettualmente in due parti. Nella prima parte si cerca di fare il punto sullo stato dell’arte riguardante la gestione della sicurezza, almeno nei suoi concetti principali. Nella seconda parte viene proposto un modello per la comprensione del funzionamento del sistema sociotecnico.

La prima parte comprende i primi sette capitoli. In questa parte, che ha un’ambizione più applicativa, si trovano anche dei casi al termine di alcuni capitoli, e al termine di ogni capitolo una breve scheda riepilogativa con alcuni concetti chiave.

Questa parte è indirizzata agli studenti e ai professionisti della sicurezza che vogliano approfondire la gestione dei rischi.

Il primo capitolo introduce i concetti di base della gestione della sicurezza. Parte chiarendo i concetti di pericolo e di rischio, spiega i concetti di prevenzione e protezione, e il concetto di rischio accettabile (che verrà ripreso in altro capitolo). Entra poi nei temi di risk management attraverso il ciclo PDCA e l’ottica del miglioramento continuo da un lato, e l’approccio al risk management della ISO 31000 dall’altra, per approfondire in chiusura alcuni principi specifici della gestione della sicurezza.

È nel secondo capitolo che si affronta il tema importante e delicato della valutazione del rischio. Ne viene descritto e discusso il processo, avendo cura di approfondire il concetto di “valutazione”. Si presentano poi le strategie nella valutazione del rischio e le valutazioni di tipo quantitativo, semi-quantitativo, qualitativo.

Viene poi affrontato il tema dell’identificazione dei pericoli, presentando una tassonomia dei fattori di rischio, e i principali metodi per la loro identificazione.

La riduzione dei rischi è demandata al terzo capitolo, il quale parte illustrando le classificazioni delle misure di controllo del rischio e le loro gerarchie; prosegue con il concetto di rischio residuo e di rischio accettabile, proponendo i diversi approcci all’accettabilità del rischio (ALARP/ALARA, BAT, ecc.).

Nel quarto capitolo si parla dei diversi modelli per la comprensione degli incidenti. Si introducono le principali definizioni dei tipi di incidente, i modelli classici del domino e del formaggio svizzero (e la loro evoluzione nel dibattito fra esperti), e altri modelli più moderni come quello della resilienza.

Il capitolo entra poi nelle tecniche per l’analisi degli incidenti per l’individuazione delle cause radice (albero delle cause e altre metodologie). In tale capitolo sono anche presentati e discussi i principali contributi contemporanei nel dibattito sulla sicurezza industriale.

Il quinto capitolo introduce al tema del sistema e della sua affidabilit. Si descrive il concetto di sistema (dalla teoria generale dei sistemi), e quello di sistema sociotecnico.

Il capitolo esplora poi il concetto di affidabilità applicato a un sistema sociotecnico, attraverso gli approcci storici e gli approcci progettuali:

  • per gli approcci storici si presentano le prassi legate agli indicatori di prestazione, il che consente di introdurre le piramidi di Heinrich e di Bird, la valutazione della performance di sicurezza e del benessere organizzativo
  • per gli approcci progettuali si introducono alcune tecniche (quali FMECA, event tree, fault tree, bow tie, HAZOP)

Il sesto capitolo spiega che cosa significa sociale e cosa significa psicosociale, quali sono gli aspetti sociali e psicosociali che possono impattare sulla sicurezza e sulla salute.

Si introducono l’analisi PESTLE e quella SWOT per l’analisi dei fattori di contesto e sociali, e si introducono i concetti per la comprensione delle dinamiche psicosociali nel sistema:

  • le dinamiche di gruppo, l’influenza sociale e le norme di gruppo
  • il clima di sicurezza
  • la leadership e la sicurezza
  • la cultura di sicurezza

Vengono poi introdotti i principali aspetti riguardanti il cosiddetto “errore umano”, si presenta l’approccio dell’affidabilità umana (HRA, Human Reliability Analysis).

Viene poi recuperata una visione complessiva del sistema sociale come produttore di significati e ciò viene collegato all’approccio francofono all’ergonomia.

L’approccio comportamentista della BBS viene sinteticamente presentato e discusso.

Il settimo capitolo è più strettamente filosofico, e riguarda l’epistemologia e la comprensione del sistema sociotecnico. Di fronte alla domanda “che cosa è scientifico” nello studio della sicurezza e del sistema sociotecnico, si introducono i diversi approcci epistemologici discutendone le applicazioni alla comprensione della sicurezza nei sistemi, e considerandone i limiti.

Si parte dall’approccio neopositivista, si analizza la visione kuhniana dell’avanzamento della scienza per paradigmi, si introducono l’approccio ermeneutico, quelli sistemico e costruttivista/costruzionista, riprendendo poi il concetto di autopoiesi dei sistemi e alcuni spunti sul comportamento complesso e caotico.

Il capitolo trae poi alcune conclusioni su che cosa può essere considerato “scientifico” alla luce della pluralità di approcci che è stato evidenziato.

La seconda parte include i capitoli dall’ottavo in poi. Questa parte ha un’ambizione più speculativa e meno applicativa. Essa è rivolta a chi, per motivi di studio, di professione, di ricerca o di curiosità intellettuale voglia confrontarsi con alcuni stimoli culturali e modellizzazioni del sistema sociotecnico.

È nel capitolo ottavo che si presenta un modello originale (modello semiofisico) che considera la complementarietà dei concetti di “energia” e di “significato” nella comprensione del sistema sociotecnico; la parte “socio-” è il regno dei significati, la parte “-tecnico” è il regno delle energie.

Le relazioni fra energie e significati sono esplorate.

Il nono capitolo approfondisce il tema dell’azione come testo e i suoi cambiamenti, poiché ciò prelude alla definizione di un modello di comportamento del sistema sociotecnico.

Viene introdotta la teoria delle catastrofi di Thom, e le sue applicazioni alla creazione di significato.

L’analisi dei significati di Greimas e l’approccio dell’”azione come testo” vengono in aiuto per un modello più generale di creazione dei significati di sicurezza e di prassi sicure.

La creazione dei significati di sicurezza viene letta sia alla luce della teoria delle catastrofi che dell’approccio greimasiano.

Nel decimo capitolo si applica un modello epidemiologico all’affidabilità del sistema sociotecnico. Il modello dell’urna di Polya viene introdotto e applicato attraverso una simulazione alla comprensione di alcune dinamiche del sistema sociotecnico, alla luce del modello di sistema introdotto nel capitolo precedente.

L’undicesimo capitolo propone una lettura del sistema sociotecnico come rete neurale. Il funzionamento di una rete neurale biologica viene accostato al funzionamento del sistema sociotecnico al fine di contribuire alla spiegazione di alcuni fenomeni.

Il dodicesimo e ultimo capitolo si sforza di trarre alcune conclusioni e di vedere alcuni punti forti e deboli del modello proposto.

Carlo Bisio

Carlo Bisio

Autore del libro

È Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni (Univ. di Padova), ha conseguito il Master biennale in Ergonomia al CNAM di Parigi e l’International Diploma in Occupational Health and Safety (NEBOSH, UK).

Da più di 25 anni si occupa di consulenza e formazione alla sicurezza, in particolar modo di management della sicurezza, di safety leadership, di fattori psicosociali ed ergonomici.

Ha lavorato presso più di 200 aziende nei settori chimico, farmaceutico, siderurgico, alimentare, sanitario, di trasporti, e in molti altri settori.

Ha insegnato per più di 10 anni come docente a contratto presso l’Università di Milano Bicocca e presso altri atenei.

È autore o curatore di numerosi scritti sui temi del management, della sicurezza, della formazione, dei fattori psicosociali.

Le sue pubblicazioni sono presentate a questa pagina.

Indice del libro

(clicca su ogni barra per vedere il dettaglio)

Introduzione. Di che cosa stiamo parlando
  • Tutto parte da un buon management
  • Le dimensioni della sicurezza
    La dimensione spazio-temporale
    La dimensione energetica
    La dimensione sociale
    La dimensione semantica
    La dimensione valoriale
  • I livelli di energia e la vulnerabilità
  • Obiettivi e struttura di questo libro

Parte prima – IL SISTEMA E IL CONTROLLO DEL RISCHIO

Capitolo 1 I PRINCIPI DI BASE DELLA GESTIONE DELLA SICUREZZA

1.1. Risorse e pericoli
1.2. Dal pericolo al rischio
1.3. L’approccio del miglioramento continuo
1.4. Che cos’è la sicurezza?
1.5. Alcuni principi generali del risk management
1.6. Principi specifici nella gestione della sicurezza
1.7. Il rischio reale e il soggetto: un caso
1.8. Cosa portare a casa

Capitolo 2 VALUTAZIONE DEL RISCHIO

2.1. Il processo di valutazione del rischio
2.1.1. Un processo di valutazione del rischio basato sugli aspetti sociali
2.1.2. Definizione della rete di significati e di valori sociali in cui
il quesito valutativo viene espresso
2.1.3. Identificazione dei pericoli e delle opportunità
2.1.4. Metodi per l’identificazione delle risorse e dei pericoli
2.1.5. Una tassonomia dei fattori di rischio occupazionali
2.1.6. Definizione dei gruppi esposti
2.1.7. Analisi del rischio e dell’opportunità
2.1.8. Valutazione del rischio e dell’opportunità e costruzione
di un giudizio di valore
2.1.9. Definizione delle misure di controllo del rischio o di utilizzo dell’opportunità,
di un piano d’azione, e sua implementazione e monitoraggio
2.2. Strategie e approcci nella valutazione del rischio
2.3. Analisi del rischio quantitativa e qualitativa
2.3.1. Analisi del rischio quantitativa
2.3.2. Analisi del rischio qualitativa
2.4. Analisi dei rischi nel lavoro: la Job Safety Analysis
2.5. Un approccio costruttivo: l’analisi dell’attività
2.6. Matrice di rischio: probabilità e gravità
2.6.1. Probabilità
2.6.2. Gravità
2.7. Caso di valutazione del rischio: scivolamento e inciampo
2.8. Cosa portare a casa

Capitolo 3 RIDUZIONE DEI RISCHI

3.1. Misure di riduzione: loro classificazione
3.2. Gerarchizzazione delle misure di sicurezza
3.3. Prevenzione primaria, secondaria, terziaria
3.4. Alcuni principi generali per la gestione del rischio
3.4.1. Barriere di sicurezza
3.4.2. Difese in profondità
3.4.3. Fattori e margini di sicurezza
3.4.4. Progettazione intrinsecamente sicura
3.5. Ridurre il rischio fino a che punto?
3.5.1. L’accettabilità del rischio
3.5.2. Principio ALARA o ALARP
3.5.3. Principio BAT
3.5.4. Principio di sostituzione
3.5.5. Altri principi
3.6. Caso: azioni di riduzione di problematiche di tipo ergonomico
e psicosociale
3.7. Cosa portare a casa

Capitolo 4 MODELLI E ANALISI DEGLI INCIDENTI

4.1. Definizioni e concezioni degli incidenti
4.2. Concezioni dell’incidente
4.2.1. Modelli di incidente
4.3. Tecniche per l’analisi degli incidenti
4.3.1. L’indagine sugli episodi e l’analisi delle cause
4.3.2. Il diagramma di Ishikawa
4.3.3. L’albero delle cause
4.3.4. Comparazione fra il diagramma di Ishikawa e l’albero delle cause
4.3.5. Altri metodi avanzati per l’analisi degli eventi negativi: EFCA e MORT
4.3.6. Alcune riflessioni sull’analisi delle cause
4.4. Cosa portare a casa

Capitolo 5 IL SISTEMA E L’AFFIDABILITÀ

5.1. Il concetto di sistema
5.2. Il sistema sociotecnico
5.2.1. Un sistema complesso, con elementi sociali e tecnici
5.3. Affidabilità storica e progettuale
5.3.1. Affidabilità storica e indicatori di prestazione
5.3.2. Il sistema di riporto
5.3.3. Incidenza e frequenza
5.3.4. Indici di gravità
5.3.5. Le piramidi di Heinrich e di Bird
5.3.6. Gli indicatori proattivi
5.3.7. Metodologia degli indicatori di sicurezza, dalla misurazione alla valutazione
5.3.8. La prestazione organizzativa come benessere
5.4. Affidabilità progettuale
5.5. La sicurezza come non-evento dinamico
5.6. Analisi dell’attività e resilienza
5.7. I limiti dell’affidabilità: è possibile avere “zero infortuni”?
5.8. Caso di analisi della prestazione di sicurezza
5.9. Cosa portare a casa

Capitolo 6 ASPETTI SOCIALI NEL SISTEMA SOCIOTECNICO

6.1. Cos’è sociale e cos’è psicosociale
6.2. Tecniche per analizzare gli aspetti sociali che possono
impattare sulla sicurezza e sulla salute
6.3. Alcuni fenomeni psicosociali: una descrizione
6.4. Alcuni principi e variabili utili nella comprensione
del sistema sociale
6.4.1. L’influenza sociale e le norme di gruppo
6.4.2. Il clima organizzativo e il clima di sicurezza
6.4.3. La leadership e la sicurezza
6.4.4. La cultura di sicurezza
6.5. L’analisi del collettivo
6.6. Il cosiddetto “errore umano”
6.6.1. Le categorie di comportamenti a rischio
6.7. Lo studio dell’affidabilità umana
6.8. L’approccio behavior-based
6.9. Altre considerazioni sull’affidabilità dell’elemento umano
e sociale
6.10. Caso di analisi degli aspetti sociali
di un sistema sociotecnico
6.11. Cosa portare a casa

Capitolo 7 EPISTEMOLOGIA DELLE SCIENZE SOCIALI E COMPRENSIONE DEL SISTEMA SOCIOTECNICO

7.1. Le origini del dibattito e la visione neopositivista
7.2. Thomas Kuhn e l’avanzamento della scienza in base a paradigmi
7.3. Verso un approccio ermeneutico
7.4. L’orientamento situazionista
7.5. L’orientamento sistemico
7.6. La realtà come costruzione sociale
7.7. Che cos’è quindi scientifico nel campo della sicurezza?
7.8. Il tema della misurazione
7.9. Sistemi autopoietici e conoscenza
7.9.1. Comportamento complesso e caotico
7.9.2. Attribuzione di significato e sistema autopoietico
7.10. Caso di misurazione di variabili rilevanti ai fini
del rischio stress lavoro correlato

Parte seconda – UN MODELLO SEMIOFISICO PER LA COMPRENSIONE DELLA SICUREZZA

Capitolo 8 UN MODELLO DI FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA SOCIOTECNICO

8.1. Energie e significati
8.2. Relazione fra le variabili
8.3. Approfondimenti sulle variabili descritte
8.3.1. Relazione fra Energie fisiche controllate Esf, valore economico Ve e rischio R
8.4. Concettualizzazione delle dinamiche sociali
8.4.1. Relazioni distali e prossimali
8.4.2. Sistema autopoietico chiuso e produttore di significato

Capitolo 9 L’AZIONE COME TESTO E I CAMBIAMENTI NEL SISTEMA SOCIOTECNICO

9.1. La teoria delle catastrofi
9.2. Azione e testo
9.3. Greimas e il processo di produzione di significato nei testi
9.3.1. Strutture semionarrative superficiali
9.3.2. Strutture semionarrative profonde
9.4. Creazione dei significati della sicurezza
9.4.1. Dimensioni dello spazio ed equilibri
9.4.2. Dinamica della produzione di significato
9.4.3. Due interpretazioni del fenomeno

Capitolo 10 APPLICAZIONE DI UN MODELLO EPIDEMIOLOGICO ALL’AFFIDABILITÀ DEL SISTEMA SOCIOTECNICO

10.1. Descrizione del modello
10.1.1. Adattamento del modello dell’urna di Polya
10.1.2. Modalità delle simulazioni
10.1.3. Produzione di eventi positivi e negativi
10.2. Esiti delle simulazioni
10.3. Interpretazione dei risultati

Capitolo 11 EFFETTI DA RETE NEURALE NEL SISTEMA SOCIOTECNICO

11.1. Descrizione del modello della rete neurale applicata
al sistema sociotecnico
11.2. Produzione di eventi
11.2.1. Simmetria fra eventi positivi e negativi e omeostasi del sistema
11.2.2. Motivi della tendenza all’omeostasi e sua rottura

Capitolo 12 CONCLUSIONI: DIVERSE LOGICHE IN UN SOLO SISTEMA

12.1. Il funzionamento del sistema
12.2. Sottosistemi alla ricerca di diversi tipi di equilibrio
12.3. L’incidente e gli altri eventi nel modello semiofisico
12.4. Valore del modello, suoi limiti

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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